Cambio ora: a Ottobre lancette indietro e.. un'ora in più per dormire!

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Il tanto temuto cambio di orario è alle porte! Se l'estate è ormai un lontano ricordo e le lunghe giornate di sole sono un desiderio ricorrente, non temete.. c'è un lato positivo all'arrivo dell'inverno.

Con il cambio dell'ora da legale a solare, metteremo l'orologio all'indietro! Dal 27 Ottobre dobbiamo essere pronti per mettere indietro di un'ora il nostro orologio, in particolare alle 3 di notte tra sabato 26 e domenica 27, le lancette dovranno essere spostate e.. la notte diventa più lunga!

Ma da dove deriva il termine ora solare? Ecco qualche curiosità:
"Il termine ora solare si riferisce all'orario statale usato durante il periodo invernale quando esso coincide con quello del meridiano del fuso orario di riferimento, chiamato anche «ora civile convenzionale». Si badi bene tuttavia come tale riferimento valga a livello nazionale, dato che invece l'ora locale sarebbe tecnicamente diversa in ogni punto del globo terrestre, in quanto riferita alla posizione della Terra rispetto al Sole." Questo orario durerà fino al 29 marzo 2020, giorno in cui si dovrà passare all'ora da solare a legale per l'estate.

E' VERO CHE SARA' ABOLITA?
Facciamo un po' il punto della situazione anche sul dibattito dei mesi scorsi sulle decisioni dell'UE (Unione Europea). Alla fine dell'agosto 2018 infatti la Commissione europea aveva proposto di abolire il cambio dell'ora, solo dopo la consultazione con i cittadini europei.

Fino ad ora nulla è rimasto invariato: anche se il 75% dei cittadini si era espresso a favore della proposta di abolizione del cambio dell'ora, nella discussione avvenuta susseguentemente alla Commissione europea
si è deciso di lasciare libertà di decidere ai singoli Stati. Ad oggi è probabile che i paesi Nord Europa mantengono l'ora solare per tutto l'anno mentre i paesi del mediterraneo potrebbero tenere l'ora legale.

IL SONNO E IL CAMBIO DELL'ORA: QUALI SONO GLI EFFETTI SULL'ORGANISMO?

Il cambio dell'ora a Ottobre, come abbiamo visto prima, sposterà l'orologio indietro di un'ora e le giornate si accorceranno, facendo quindi buio molto prima. Per sei mesi quindi le nostre giornate saranno più corte. L'effetto del cambio orario influisce sul meccanismo sonno-veglia legato all'alternanza del giorno e notte.
L'effetto del cambio orario non è limitato solo alla notte tra il 26 e 27 ottobre, ma si trascina anche nei giorni seguenti. E' il ritmo circadiano ovvero il nostro orologio biologico interno che regola le funzioni cicliche del nostro organismo, a causarci sonnolenza e difficoltà di concentrazione. Il problema con il cambio dell'ora è quindi lo slittare del sorgere del sole e del tramontare: la melatonina, una delle sostanze coinvolte nel nostro ritmo circadiano che favorisce il sonno e si sintetizza quando è buio, renderà più difficoltoso la nostra "veglia". Sorgendo più tardi il sole, e prolungando l'effetto del buio, la melatonina farà rimanere la sensazione di sonnolenza più a lungo, facendoci sentire alla mattina ancora addormentati. Un sonno disturbato significa anche perdita di concentrazione, infatti si è meno reattivi anche nei giorni seguenti al cambio dell'ora.

IL SONNO

Considerare il sonno come una fase di “riposo” contrapposta alla veglia è in realtà una grande semplificazione, poiché proprio durante il sonno il nostro corpo ed il nostro cervello svolgono un’intensa attività, di importanza fondamentale per la nostra salute psico-fisica. Mentre dormiamo il nostro cervello attraversa una serie di “cicli” di attività che corrispondono ai nostri “ritmi cerebrali”: sono i famosi CICLI DEL SONNO, ciascuno costituito da due fasi fondamentali, quella REM e quella non REM (NREM).

La fase REM (detta anche di “sonno paradossale”) è la fase del sonno più profondo e occupa circa il il 25% del nostro sonno. È quella in cui lasciamo spazio ai sogni, ed è stata definita “paradossale” poiché le onde cerebrali divengono rapide, i movimenti oculari accelerano, il viso si anima, il respiro spesso si fa irregolare, come se ci stessimo svegliando, proprio nel momento in cui, paradossalmente, il nostro sonno è più profondo!

La fase NREM viene generalmente suddivisa in quattro momenti distinti:

l’Addormentamento
È la fase in cui si scivola verso il sonno: il cervello rallenta la sua attività, corpo e mente si calmano, la respirazione diviene regolare. In questo stadio, siamo ancora in grado di sentire i rumori e distinguere gli stimoli dell’ambiente esterno.

il Sonno leggero
È la fase intermedia fra l’addormentamento ed il sonno profondo.

il Sonno lento e profondo
L’attività cerebrale rallenta ulteriormente e c’è un’assenza totale di movimenti muscolari o cerebrali.


il Sonno profondo effettivo
È la fase in cui risulta più difficile svegliare una persona che sta dormendo: in questo stadio il cervello, i muscoli e l’intero organismo sono perfettamente a riposo. In questa fase siamo completamente “isolati” dal mondo esteriore e dai suoi stimoli. È la fase del sonno in cui recuperiamo della fatica fisica.


Al termine della Fase IV entriamo nel sonno REM per poi riprendere un nuovo ciclo, spesso dopo un brevissimo risveglio di cui non avremo memoria.
Nel corso di una notte, normalmente completiamo dai 3 ai 5 cicli di sonno. Tutto questo processo, questa complessa architettura del sonno, permette al nostro corpo e alle nostre cellule di attuare dei processi di rigenerazione fondamentali per il nostro benessere, che verrebbe gravemente intaccato nel caso insorgessero disturbi durante una o più delle fasi che il nostro cervello ed il nostro corpo a riposo attraversano


RICORDA
I tre elementi chiave per un sonno di qualità sono:

la DURATA
le ore di sonno dovrebbero essere sufficienti
per essere riposati e vigili il giorno seguente
la CONTINUITÀ
i momenti di riposo dovrebbero essere
continui e non frammentati
la PROFONDITÀ
per essere rigenerante, il sonno deve
essere sufficientemente profondo

 

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