Paese che vai misura che trovi: Il giro del mondo in 80 letti

Ognuno di noi ha il proprio letto ideale, a seconda delle proprie abitudini di riposo, stili di vita, caratteristiche ed esigenze, nonché in base al proprio gusto personale.
Queste differenze si accentuano poi ulteriormente se consideriamo anche la cultura in cui siamo inseriti e la sua storia, nonostante la globalizzazione abbia attenuato molte di esse.

In tutto il mondo, all’imbrunire, in momenti diversi in base al fuso orario, persone di ogni cultura, origine o religione si coricano sul proprio giaciglio, differente, in modo più o meno accentuato, sulla base di caratteristiche climatiche, storia, tradizioni e abitudini.

In questo articolo, saranno passate in rassegna alcune delle tipologie di letto più curiose o diffuse nei diversi paesi del mondo, in cui potremmo imbatterci ed addormentarci nel corso dei nostri viaggi, e che tuttavia condividono lo stesso fine ultimo: il riposo.

Nonostante la vicinanza geografica, in Francia, tra i letti più comunemente utilizzati, troviamo il cosiddetto letto alla francese, un letto che, chiamato più comunemente “grand lit” è più grande di un singolo ma più piccolo di un nostro matrimoniale, nonostante non sia un letto ad una piazza e mezza.
Questo misura infatti 140 cm di larghezza, rispetto ai classici 160 cm del letto matrimoniale utilizzato in Italia e Polonia, ed è generalmente utilizzato da una sola persona, nonostante possa essere utilizzato anche in coppia.

In Germania, Austria e Svizzera, un letto doppio consiste invece generalmente in due letti singoli semplicemente ravvicinati tra loro.
Attenzione quindi a non cadere all’interno della linea divisoria tra i due quando siete in vacanza al di sopra delle alpi. O, come dicono in Inghilterra, mind the gap!
In Germania, in particolare, gli unici cuscini che si possono trovare sono di forma quadrata, non esistendo i nostri tradizionali guanciali rettangolari.

Spostandoci poi nel continente americano, troviamo poi l’amaca, oggi conosciuta in tutto il mondo e spesso utilizzata per i riposini pomeridiani sotto il sole, all’ombra di un albero, ma che in Sud America viene utilizzata come un vero e proprio letto.
Nata durante l’era Pre-Colombiana e generalmente fabbricata a mano in diverse forme e dimensioni, viene ancora oggi utilizzata da alcuni nativi Venezuelani e Messicani.

Un po’ al di sopra, negli USA, la filosofia tipicamente americana del “bigger is better” si manifesta nei cosiddetti King Bed, letti delle dimensioni di 183 cm x 203 cm, diffusi nelle case della costa Est.
Sulla costa Ovest, troviamo poi una versione alternativa di questi giganti, chiamata comunemente California King Bed, più stretti e lunghi del King Bed standard, diffusi nelle case e nei numerosissimi motel della California.

All’altro capo del mondo, in Cina, viene invece utilizzato, soprattutto nel Nord della Cina, caratterizzato da temperature particolarmente rigide, il cosiddetto Kang Bed, un sistema letto costituito da una piattaforma su cui dormono generalmente più componenti della famiglia, al di sotto del quale è posizionata una stufa, il cui calore viene incanalato dentro la struttura del letto in mattoni ed argilla, per poi fuoriuscire attraverso una canna fumaria.

In India, troviamo invece il Charpai, conosciuto anche come Manjaa in Punjab, un letto tradizionale costituito da una struttura in legno e corde intrecciate. Le corde sono legate attorno al telaio per formare una sorta di rete, su cui il dormiente riposa senza alcun cuscino.

Spostandoci infine in Giappone, il letto più comunemente usato è sicuramente il futon, un letto tradizionale nipponico costituito da due parti, entrambe preparate la sera e poi riposte il mattino seguente: un tappeto in paglia di riso rivestita di giunco chiamato Tatami, sul quale si poggia poi il vero e proprio “materasso”, costituito interamente di cotone, sottile ed arrotolabile.

Abbiamo dunque visto come, intorno al globo, siano diffusi diversi tipi di letti, senza tuttavia accennare a chi, fuori dall’atmosfera terrestre, dorme sospeso in assenza di gravità, durante l’alternarsi di 16 tramonti e 16 albe ogni 24 ore.
Stiamo parlando degli astronauti della SSI, la Stazione Spaziale Internazionale, i cui membri dell’equipaggio dormono in cabine con una sorta di sacco a pelo ancorato in una qualsiasi parte del muro a loro scelta, non essendoci né un sopra né un sotto, nel quale galleggiano durante le meritate ore di sonno spaziali.

Tornando a casa dal nostro viaggio intorno al mondo, dopo tutti i chilometri percorsi, è bello sapere che potremo finalmente riposare sul nostro letto, magari sul tradizionale materasso matrimoniale italiano, oppure sul più particolare Pebble, accolti dalla sensazione di abbraccio e relax, all’insegna del benessere di riposo firmata Dorelan.

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