Editoriale

L’insonnia e il nostro benessere psico-fisico

L’insonnia e il nostro benessere psico-fisico
Secondo appuntamento con gli approfondimenti sul tema dell’insonnia a cura della nostra Esperta del Sonno, la Dottoressa Sara Marelli del Centro di Medicina del Sonno dell’Ospedale San Raffaele di Milano. In questo nuovo post proseguiremo il viaggio alla scoperta dell'insonnia insieme alla nostra preziosa guida, indagando quali siano le cause che ne favoriscono l'insorgere e soprattutto approfondendo le conseguenze sul benessere psico-fisico delle persone che ne sono colpite. Le cause dell'insonnia Possiamo distinguere due tipi differenti di fattori che sono all’origine dell’insonnia, che vengono comunemente definiti “Cause situazionali” e Cause non situazionali”. Vediamole nel dettaglio. La Cause situazionali sono essenzialmente legate a fattori specifici e generalmente momentanei, quali ad esempio eccezionali situazioni di stress (un esame, un appuntamento importante, un evento particolarmente eccitante), oppure fattori ambientali (eccessivi rumori o intensa luminosità, il dormire in un ambiente estraneo, oppure su un letto differente da quello su cui siamo soliti riposare), o ancora l'assunzione di particolari farmaci o un particolare momento di malessere o malanno fisico. Le Cause non situazionali sono quelle, invece, che possiamo ricondurre a fattori persistenti, come ad esempio tutti i fattori legati ad una cattiva igiene del sonno: l'abuso di alcol e caffeina, il riposare su un sistema letto non adeguato, l'inosservanza del silenzio e dell'assenza di luce durante il sonno. Rientrano in questa categoria anche le insonnie da alterazione del ritmo circadiano, caratterizzate da un anticipo o un ritardo della fase di sonno, e ancora le insonnie direttamente legate a determinati stati patologici, che possono essere sia psichiatrici che neurologici. L'incidenza dell'insonnia sul benessere psico-fisico Chiunque abbia sperimentato anche una sola notte d’insonnia nel corso della propria vita conosce bene la sensazione di disagio che accompagna lo stato di veglia seguente: irritabilità, dolori diffusi, difficoltà di concentrazione sono solo alcune delle più comuni conseguenze di un riposo di cattiva qualità. Generalmente questi disagi scompaiono non appena si ristabilisce il giusto ritmo sonno-veglia, ma nelle forme più acute e persistenti di insonnia il quadro clinico di chi ne è colpito può subire gravi complicazioni, incorrendo in vere e proprie patologie. Vediamo insieme alcune: > Diabete E’ opinione ormai diffusa tra gli studiosi che i disturbi del sonno alterano il metabolismo provocando nell’organismo una minore tolleranza al glucosio e una maggiore resistenza all’insulina, facilitando quindi l’insorgere del diabete. > Ipertensione Una cattiva qualità e una scarsa quantità di sonno provocano una maggiore secrezione di Cortisolo, l’ormone responsabile dell’aumento della pressione arteriosa e dei disturbi cardiovascolari. > Obesità Il cattivo sonno ha anche una diretta influenza sui livelli di Leptina e Grelina, gli ormoni che regolano la fame. Ne consegue che chi soffre di insonnia sente maggiormente lo stimolo dell’appetito, mangiando in maniera eccessiva e aumentando il rischio di obesità. > Depressione Il rapporto tra insonnia e depressione è molto stretto, e spesso si dipana in un circolo vizioso: è facile intuire come uno stato di insonnia persistente possa favorire l'insorgere di stati depressivi, ma è altrettanto vero che la depressione favorisce l'insorgere dell'insonnia, creando quindi una spirale che può condurre a stati di forte disagio psico-fisico. Un cattivo riposo causato da insonnia ha spesso, inoltre, notevoli ripercussioni anche sulla nostra attività cerebrale, poiché influisce direttamente sui meccanismi che regolano le attività del nostro cervello e della nostra psiche… > La memoria Nella fase di sonno profondo la nostra mente rielabora gli accadimenti del giorno organizzandoli in ricordi: proprio per questo un riposo qualitativamente e quantitativamente scarso ne disturba l’attività, riducendo notevolmente le nostre capacità di memorizzazione. > Le capacità intellettive Il cervello sfrutta le fasi del sonno per rigenerare i propri neuroni. Gli stati di insonnia rallentano o addirittura bloccano questo processo, e la diretta conseguenza è che il cervello durante la veglia offre risposte lente e una scarsa soglia di attenzione e concentrazione. > L'umore Un’altra attività essenziale svolta dalla mente durante il sonno è quella di rigenerare i nostri circuiti emotivi. La mancanza o la scarsa qualità sono proprio per questo causa di cattivo umore ed irritabilità, con stati di malessere che, nei casi più gravi, possono addirittura sfociare in veri e propri attacchi di rabbia. Il rapporto tra il nostro benessere e il nostro riposo è insomma davvero strettissimo, tanto che un disturbo come l’insonnia può portare gravi conseguenze sia sul piano psichico che a livello prettamente fisico. Nei casi più gravi l’insonnia e le sue dirette conseguenze sono vere e proprie patologie, che possono essere diagnosticate, seguite e curate in collaborazione con gli specialisti che collaborano con i principali Centri di Medicina del Sonno. È davvero importante, quindi, saper individuare i primi segnali e i primi sintomi di un sonno disturbato nella sua qualità o durata, per affrontare subito la situazione con accorgimenti nel nostro stile di vita! Proprio a questo tema sarà dedicato il terzo approfondimento di questa serie, con un post interamente dedicato ad alcuni semplici metodi, utili per prevenire ed eventualmente curare in modo semplice e naturale i primi sintomi dell’insonnia. Dottoressa Sara Marelli Esperto del Sonno Dorelan.