Disturbi del sonno: ipersonnia

Esistono dati diversi e non univoci sui disturbi del sonno e su quante persone ne soffrono nel mondo. Quello che è sicuro è che il numero di coloro che vivono un sonno di scarsa qualità è in crescita per diversi motivi imputabili a comportamenti sbagliati, come l'utilizzo continuo di pc, tablet e smartphone (anche prima di andare a letto) e a livelli di stress elevati. La mancanza di un buon riposo può avere conseguenze negative nel breve e nel lungo periodo. Il punto di partenza è riconoscere di avere un disturbo del sonno per poi farsi consigliare da uno specialista e curarlo adeguatamente. Oltre infatti a disturbi lievi e temporanei del sonno possiamo avere tre grandi tipologie: 1. Insonnia: l’insonnia viene definita secondo ICSD-2 (la seconda edizione della Classificazione Internazionale dei Disturbi del Sonno – International classification of sleep disorders, a cura dell’American Academy of Sleep Medicine) come “Disturbo caratterizzato da difficoltà d’inizio, durata, mantenimento o qualità del sonno, pur in presenza di adeguate condizioni che favoriscono il sonno, e che presenta diverse conseguenze diurne strettamente correlate al sonno notturno disturbato. In particolare si distinguono tre tipi di insonnia: quella iniziale che consiste nella difficoltà ad addormentarsi, quella centrale caratterizzata da frequenti risvegli durante la notte e quella terminale che si manifesta con un risveglio precoce mattutino. In questo post abbiamo approfondito l'argomento insonnia. 2. Ipersonnia: è l'esatto contrario dell'insonnia. Si verifica quando si accusano difficoltà a svegliarsi o nel riuscire a rimanere sveglio. Una particolare forma di ipersonnia è la narcolessia: chi ne soffre viene colpito da sonno improvviso, anche più volte al giorno e può essere preda di allucinazioni diurne e di stati di paralisi del sonno. 3. Sindrome delle apnee notturne: le persone che ne soffrono accusano interruzioni del respiro durante il sonno, più volte nel corso della notte: i livelli di ossigeno nel sangue diminuiscono e ci si risveglia con tosse e sensazione di mancanza d'aria o di respiro. Spesso l'apnea notturna è associata a fenomeni di obesità e russamento. Continuate a seguirci. Approfondiremo anche il tema delle apnee notturne.
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