RLS, la sindrome delle gambe senza riposo

Uno dei disturbi del sonno più frequenti durante la stagione estiva, poco “riconosciuto” ma assai diffuso e piuttosto insidioso, è la “Sindrome delle gambe senza riposo”, nota negli ambienti specialistici come RLS (dall’inglese Restless Legs Syndrome - e conosciuta anche come malattia di Willis-Ekbom). A questo tema è dedicato il nuovo appuntamento degli approfondimenti Dorelan sui disturbi legati al benessere del sonno. Il sintomo da cui prende il nome la “Sindrome delle gambe senza riposo”è un’incontenibile necessità di muovere le gambe quando si è in posizione sdraiata. Si manifesta infatti soprattutto quando si è a riposo, con sensazioni fastidiose simili a crampi o fitte dolorose ai muscoli, descritte spesso come “gambe che tirano” o come “piccole scosse”. Si tratta di una condizione che può influire molto negativamente sul nostro sonno, in quanto può impedire l’addormentamento anche per molte ore o può causare risvegli improvvisi e continui! Il bisogno di muovere gli arti inferiori – con estensione degli alluci e flessione delle caviglie e delle ginocchia o anche, più raramente, con movimenti delle braccia, del viso, del tronco e della regione genitale - si accentua nella prima parte della notte. I movimenti involontari - rapidi, a scatto o sussulto, ripetitivi, spesso stereotipati, si presentano ogni 15-40 secondi - compaiono durante la fase non REM del sonno, e sono solitamente accompagnati da sensazioni sgradevoli, descritte come formicolii o bruciori. La fondazione statunitense che riunisce le persone che hanno questa sindrome afferma che si tratta della “più comune patologia di cui non hai mai sentito parlare”. Effettivamente la RLS è molto diffusa (negli USA colpisce circa il 10% degli adulti, prevalentemente di sesso femminile, e circa il 2% dei bambini) e comporta un’importante compromissione della qualità del sonno e della qualità della vita, ma è ancora oggi poco diagnosticata. Spesso questa sindrome viene confusa con l’insonnia, la depressione o altre condizione neurologiche, muscolari o ortopediche. In effetti non se ne conoscono con esattezza le cause, anche se le ricerche suggeriscono una componente genetica o un’associazione con la carenza di ferro. Alcune forme di RLS sono invece secondarie ad alcune particolari situazioni, patologie o all’uso di alcuni farmaci. Si verificano ad esempio in casi di insufficienza renale, bassi livelli di ferro o anemia, gravidanza, e neuropatia periferica. Inoltre, sicuramente lo stress, la dieta o altri fattori ambientali possono svolgere un ruolo nello sviluppo di RLS secondaria. La RLS può iniziare a qualsiasi età: nei bambini può essere confusa con dolori della crescita o irrequietezza, mentre nei pazienti più anziani i sintomi sono più chiari, in quanto si avvertono più frequentemente e per periodi di tempo più lunghi, poiché tendono ad accentuarsi durante l'inattività, mentre si alleviano temporaneamente con il movimento. Si tratta di una condizione che possiamo senz’altro definire “grave” nelle sue forme più acute, ma è sempre curabile. La sua gravità varia a seconda dell’importanza e della frequenza con cui ne avvertiamo i sintomi; a seconda della velocità con la quale riusciamo ad alleviarne i sintomi grazie ad un po’ di movimento, e a seconda della qualità del nostro sonno. La chiave per vivere bene con la sindrome delle gambe senza riposo sta quindi, senz’altro, nel saperne gestire i sintomi. Ecco alcuni suggerimenti: - Non nascondere i sintomi: parlane con i tuoi amici, familiari e colleghi, e, se necessario, rivolgiti ad uno specialista. - Pratica regolarmente yoga, pilates, o di altre tecniche di stretching, preferibilmente alla fine della giornata. - Limita l’assunzione di caffeina e alcol e se necessario assumendo integratori di ferro. - Prendi l’abitudine di fare un bagno caldo ogni giorno, prima della fine della giornata. - Organizza la tua giornata per essere in grado di dormire quando i sintomi sono meno pronunciati. - Se devi trascorrere molto tempo seduto, ad esempio al cinema, in treno o in aereo, scegli un posto in corridoio in modo da poterti muovere, se necessario. - Pianifica i viaggi nelle ore in cui i sintomi sono meno accentuati, e prevedi sempre delle pause. E ricorda: garantirsi ogni notte tutte le condizioni ottimali per un buon riposo (condizioni ambientali, climatiche, fisiche e psicologiche) è sempre una condizione imprescindibile per potersi addormentare senza problemi e godere di un buon sonno!
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