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Come cambia il sonno
Fasi del sonno
Dopo l’addormentamento si alternano 5 fasi nell’arco di un’ora e mezza. Questo ciclo si verifica circa cinque volte per notte. Dopo ogni ciclo ci svegliamo brevemente, ma non riusciamo a ricordarlo.
Le 5 fasi sono composte da una fase REM nella quale avvengono i sogni e da 4 fasi non-REM, ciascuna caratterizzata da due fasi di sonno leggero e profondo.
Il sonno è uno dei presupposti più importanti per il benessere personale.
Le conseguenze di una notte insonne possono comprendere:
- stato di sfinimento
- irritabilità, cali di concentrazione e difficoltà a ricordare
- pressione alta o depressione
Con questi sintomi la vita lavorativa e le attività quotidiane risultano pesantemente compromesse.
Ci possono essere anche delle cause ormonali dei disturbi del sonno
La melatonina viene considerata l’ormone del sonno per eccellenza. La produzione dipende dall’ »orologio interno« e dalla luce diurna. La sera, quando si fa buio, la retina dei nostri occhi segnala alla ghiandola pineale che si trova nel nostro cervello, di produrre melatonina per prepararci gradualmente al sonno. Per circa 6 ore si verifica una forte produzione ormonale che si riduce solo in prossimità dell’alba.
La produzione di questo ormone si riduce con l'età. Questa è la ragione per la quale le persone anziane dormono meno dei giovani. Anche lo stress può inibire la produzione di melatonina, impedendo la continuità del sonno. Se il livello di melatonina si abbassa ad un livello critico per l'azione degli ormoni dello stress, il sonno diventa irrequieto.
Anche i problemi ad addormentarsi possono dipendere dagli ormoni. La produzione di melatonina in questo caso comincia troppo tardi. Se la produzione notturna di melatonina è scarsa può succedere di svegliarsi troppo presto.
Oltre alla melatonina anche il neurotrasmettitore (sostanza segnale) serotonina occupa un ruolo importante nella regolazione del sonno.


